M 82 (NGC 3034) è una galassia molto vicina a M 81 ma meno brillante. Il suo aspetto, al telescopio, ricorda quello di un sigaro attraversato da festoni più scuri, che si ritiene facciano parte di un'immensa struttura, emessa violentemente a seguito di una violenta esplosione oppure in caduta verso il centro, sono quindi in azione meccanismi non ancora pienamente compresi: è definita “galassia attiva”.
 
 


galassia M82

M 82
[39]

 
 

M 101 (NGC 5457) è una famosa galassia spirale distante 23 milioni di anni luce. Le fotografie a lunga esposizione mostrano che è una galassia visibile di faccia, con bracci di spirale molto ben sviluppati.

M 101 [40]

 
 

Altre galassie presenti sono denominate NGC 2841, NGC 2976, NGC 3079, NGC 3184, NGC 3198, NGC 3319, M 108, NGC 3726, NGC 3938, NGC 3953, M 109, NGC 4605. NGC è la sigla di New General Catalog creato da J. L. E. Dreyer (1852 - 1926) e successivamente ampliato.
Oltre a questi corpi celesti, è presente M 97 (NGC 3587), una grande ma poco luminosa nebulosa planetaria distante 2.600 anni luce. È chiamata "Nebulosa Civetta" poiché sono visibili una stella centrale e due chiazze scure all'interno del disco, gli “occhi della civetta”.


M 97 [41]

 
 

Nelle considerazioni astronomiche bisogna considerare che nel 2001, una equipe di astronomi americani ha scoperto all'interno della costellazione dell'Orsa Maggiore un pianeta delle dimensioni di Giove e un'altro delle dimensioni due volte e mezzo quelle di Giove che orbitano con moto circolare attorno alla stella 47 UMa che ha una composizione simile al nostro Sole. Si ipotizza che vicino a questi ci possano essere altri pianeti di dimensione minore simili alla Terra. "Di tutti i sistemi solari scoperti questo è quello che assomiglia maggiormente al nostro", afferma l'astronomo Debra Fisher, dell'Universita' di Berkeley in California. Gli astronomi spiegano che di tutti i 70 pianeti finora scoperti, avendo orbite ellittiche, le variazioni di temperatura sarebbero troppo alte per permettere la vita. Bisogna attendere ancora del tempo per avere le capacita' tecnologiche per identificare pianeti piccoli quanto i nostri del sistema solare. I dettagli di questa scoperta saranno pubblicati nella edizione della rivista Astrophysical Journal.

Si puo' concludere questo breve approfondimento con le parole di Albert Einstein [42]:

"Diviene indispensabile che l'umanita' formuli una nuovo modo di pensare se essa vuole sopravvivere e raggiungere un piano piu' elevato."

 
     
 
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